Sabato, 13 Settembre 2003 12:12

Come ti diverti?

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Come ti diverti?


Anni fa ho realizzato una serie di 13 trasmissioni per la RAI con questo titolo. Mia moglie ed io andavamo in giro per l'Italia con un registratore portatile e chiedevamo alle persone più diverse: come ti diverti? Che cosa fai quando ti vuoi divertire? Un vinaio si divertiva andando a ballare. Un benzinaio piuttosto anziano vedeva filmetti porno. Un fotografo giocava con i microchip e andava in aliante. Una massaia di Anticoli Corrado faceva la cantante folk. Uno scrittore cucinava.

Ripropongo la domanda ai nostri managerzen.
Come vi divertite? Vi divertite di più quando lavorate o nel tempo libero? Da soli o in compagnia? Con la mente o con il corpo? In casa o all'aperto?
Giocare e divertirsi è la stessa cosa, o è qualcosa di diverso?
Si diverte di più e meglio un lavoratore autonomo o un dipendente? Un manager di alto livello o un operaio? Un lavoratore giovane o un anziano?
Che differenza c'è quando facciamo una cosa "sul serio" e quando la facciamo "per divertimento"?
Io vi racconto le mie esperienze.

Fin da ragazzo, mi sono sempre divertito molto a fare quello che mi piaceva: dipingere, suonare, leggere, scrivere. Ho quasi sempre lavorato in proprio, come professionista o come imprenditore, quindi mi sono sempre impegnato molto nelle mie attività, al punto di non distinguere fra tempo "occupato" e tempo libero. Di conseguenza mi sono sempre annoiato nelle situazioni "divertenti": feste da ballo, banchetti, feste patronali, discoteche. Primo premio: la festa dell'ultimo dell'anno. Un incubo in cui si vaga da un posto all'altro perché ci si DEVE divertire.
Divertire viene dal latino de-vertere, divergere, deviare. Deviare da che? Da un percorso abituale, o "normale", o obbligato, o finalizzato. Imboccare, anche se per poco tempo, un altro percorso, un po' più insolito, un po' trasgressivo, autoimposto, senza scopo. La letteratura è piena di personaggi che non fanno altro che divertirsi, e che proprio perciò si annoiano sempre di più, perché il loro non è un de-vertere, ma un continuare a fare lo stesso genere di cose.

Spesso, quando vogliamo fare qualcosa di divertente, non ci divertiamo per niente. Perché? Perché facciamo qualcosa di obbligato (il sabato si "deve" andare in discoteca), o che ha uno scopo (vincere, guadagnare, conquistare), o che è abituale (il sabato, "come sempre", si va in discoteca), o che non è più tanto trasgressivo, dato che lo fanno tutti (il sabato si adotta il look "trasgressivo" da discoteca).
In tutta la nostra vita cambiamo continuamente stato, condizione, azioni. Se non possiamo cambiare ci sentiamo a disagio. Tuttavia ci piace anche tornare a fare le stesse cose, nello stesso modo. A me piace guardare la tv solo nella mia poltrona. Se ci si siede qualcun altro ne sono sottilmente contrariato. Il divertimento, inteso come mutamento, come deviazione da un percorso, è qualcosa di naturale. Una vita troppo ripetitiva, priva di imprevisti e di sorprese, non è divertente.

Per divertirsi dunque bisogna fare qualcosa di diverso rispetto a quello che si stava facendo. Io lavoro molto al computer, o comunque all'interno e in modo sedentario. Per "divertirmi" devo andare all'aperto, muovermi, sudare, impegnare tutto il mio corpo. Quindi va bene l'arrampicata in falesia, o in montagna, o lo sci. Poiché ho contatti prevalentemente virtuali, trovo sempre divertente incontrare persone reali e scambiare quattro chiacchiere, magari conviviali.
C'è ancora da considerare il divertimento come esperienza e come ricordo. Una escursione in montagna può essere anche sgradevole come esperienza, se per esempio arriva un temporale. Nel ricordo però resta sempre piacevole, perché si tende a dimenticare il freddo, la pioggia che cola dentro la giacca a vento, la fatica, e si ricorda il profumo dell'erba bagnata, il cielo limpido dopo il temporale, gli uccellini che cantano, lo splendore della vetta lavata dalla pioggia. Questo bel ricordo ci spinge a tornare di nuovo in montagna.

Il divertimento ha a che fare con il gioco? Il gioco è divertente? Osserviamo i bambini: quando giocano, si divertono? O sono maledettamente seri? E gli animali? E i pensionati al bar o in osteria che giocano a scopa? Se il gioco serve a uscire dallo studio o dal lavoro, è divertente. Se diventa un lavoro, non lo è più.
Ci si diverte di più quando si guarda o quando si fa? Dipende se il gioco consiste nel fare a pugni o nel fare all'amore.
Ci si diverte di più all'inizio o alla fine di una storia? E' più interessante iniziare la lettura di un romanzo, o finirla? E' più divertente il corteggiamento di fronte ad un amore maturo.
Una cosa stimolante, interessante, avvincente, impegnativa, sfidante, può essere anche divertente, o non esserlo per niente.
Una cosa o una situazione divertente è rilassante, confortante, gratificante, soddisfacente, piacevole.
E allora, buon divertimento!




Come ti diverti? - Le risposte dei lettori

Io mi diverto leggendo la mia canonica oretta di libro la sera e poi.. quando ci riesco buon teatro o cinema. La cosa che mi diverte di più e non riesco a fare per difficoltà di organizzazione è BALLARE!!!
Ketty Tabakov (esperta di public affairs)


Caro Umberto,
Anch'io, ho quasi sempre lavorato in proprio, come professionista o come imprenditore, quindi mi sono sempre impegnato molto nelle mie attività, al punto di non distinguere fra tempo "occupato" e tempo libero.
Di conseguenza mi sono sempre annoiato nelle situazioni "divertenti".
Molto simpatico il tuo style ! Nella semplicita ce tanta verita. Purtroppo (e chi sa forse per fortuna) la grande majoranza del mondo a bisogno di matrix per tutto nella vita. Lavoro, joy, sex, love, politix and entertainment. Scoprire un mondo e modo di vita individuale e una technica (o anti-technica) and una arte che tu sai bene rapresentare. Certo che molti hanno paura di questa liberta di scelta, perche : it also unavoidably induces the confrontation with our darkest and strongest enemy and challenger = our selves!
Chan Weber (designer e produttore di bambole a Bali, Indonesia)


I bambini (io osservo "le figlie") sono maledettamente seri e competitivi, non vogliono perdere per nessuna ragione e se perdono si arrabbiano e fanno di tutto per barare.... sono quindi seri nell'atteggiamento, nell'azione di giocare, possiamo dire che prendono sul serio il gioco, ma si divertono moltissimo. In conclusione.... i bambini si divertono moooolto seriamente ;-)
Silvia Santucci (formatrice in aula ed e-learning)


"Mi diverto principalmente in compagnia con amici, siamo una compagnia di "vecchi" amiconi e abbiamo un modo tutto nostro per divertirci, è quasi impossibile descrivere cosa facciamo perchè più che un modo, il nostro è un mondo a parte...
Nel lavoro tendo ad essere cupo e serio, mentre fuori dal lavoro, sono l'opposto e cerco concerti e discoteche. o luoghi dove potersi sfogare alla grande.
Mi piace scrivere racconti nonsense, il nuoto e… le donne!"
Filippo Berto (imprenditore titolare di una fabbrica di salotti)
Letto 11138 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39