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Domenica, 25 Aprile 2010 15:53

Come ti ludo il manager In evidenza

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Un nuovo articolo di Umberto Santucci: Ecco un gioco sulle variazioni del termine latino ludere, che significa giocare, applicandone i derivati a caratteristiche e attività del manager.


Ecco un gioco sulle variazioni del termine latino ludere, che significa giocare, applicandone i derivati a caratteristiche e attività del manager.
Il manager lude quando gioca, fa simulazioni, non si prende sul serio, vive il suo management con levità e intelligenza.

Allude quando parla a mezza bocca, dice e non dice, parla a suocera perché nuora intenda, si riferisce a guru imprecisati d’oltreoceano.

Delude quando non fa quello che ci si aspetta da lui, il che avviene quasi sempre, perché i suoi superiori si aspettano molto più di ciò che lui può dare, i dipendenti  si aspettano molto meno, ossia di averlo fra i piedi lo stretto necessario. La delusione è congenita al management by objectives, perché al povero manager vengono per lo più assegnati obiettivi imprecisi, improbabili o impossibili, e poi sono cavoli suoi.

Collude quando fa inciuci vari, specialmente nei suoi rapporti con istituzioni, fisco, concorrenza, o in giochi di corridoio con colleghi ai danni di altri colleghi.

Elude quando si defila, si rende invisibile, scarica le sue responsabilità, evita i problemi.

Illude quando fa comunicazione, quando fa un colloquio con un giovane da assumere, quando va a rapporto da un superiore severo. Oppure si illude quando pensa che la sua carriera sia solida e il suo futuro sia migliore del presente.

Prelude quando parla per preamboli, introduzioni, premesse, quando nelle riunioni cerca di evitare risposte sgradevoli partendo dalle origini dell’azienda, quando dice che prima di rispondere è necessario fare un passo indietro.

Alcuni di questi composti del termine ludere possono avere un significato positivo o negativo. Deludere e colludere hanno un significato prevalentemente negativo, e stanno a dirci che quando si gioca bisogna scegliere non solo il tipo di gioco adatto a noi, altrimenti giochiamo in modo goffo e deludente, ma anche i compagni o concorrenti del gioco, altrimenti non si tratta più di una gara, ma di un accordo sottobanco, non più di un confronto leale secondo regole condivise, ma di un accordo sleale per aggirare regole scomode.

Il preludio ha una forte connotazione musicale, a sottolinearne l’eleganza con cui si introduce un argomento o si prepara un’atmosfera. Anche l’allusione può essere maldicente e squalificante, o arguta e rivolta solo a chi è capace di coglierne il significato. L’illusione è una delle grandi forze che ci fanno vivere, desiderare, amare, odiare. Tuttavia la saggezza popolare avverte che le bugie hanno le gambe corte, e che l’illusione finché affascina funziona, quando svela la sua falsita… delude.

Altre parole con la radice lud sono il ludibrio a cui si espone il manager quando collude e viene scoperto, quando elude vigliaccamente, quando si illude di farla franca. La prolusione, che ogni buon manager dovrebbe evitare perché è una inutile perdita di tempo, e andare subito al sodo (ma tant’è: molti preferiscono la prolusione perché permette di rimandare o evitare il discorso vero e proprio). La conclusione sta bene con la prolusione, anch’essa da ridurre ai minimi termini, altrimenti si fa come quelli che al momento di salutarsi restano mezz’ora sulla porta per continuare in modo scomodo e provvisorio conversazioni che potrebbero fare ancora comodamente seduti in poltrona. Tuttavia non c’entra niente con il gioco, ma con la chiusura, perché deriva non dalla radice lud, ma da quella latina clau o tardolatina clu. Attenzione però perché la radice clau significa sia chiudere sia zoppicare (da cui il nome Claudio, lo zoppo, e l’aggettivo claudicante). Quindi nel concludere stiamo attenti a farlo bene, riassumendo in poche parole il succo del discorso, altrimenti la chiusura sarà… zoppicante!

Umberto Santucci

Letto 13937 volte Ultima modifica il Giovedì, 26 Novembre 2015 17:35
Umberto Santucci

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