Lunedì, 03 Dicembre 2007 18:36

Due libri per Adriano Olivetti In evidenza

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La Fondazione Adriano Olivetti presenta a Milano (3 Dicembre) e a Roma (19 Dicembre) due libri di recente pubblicazione che hanno come fuoco la personalità di Adriano Olivetti.


Due libri per Adriano Olivetti


Se Adriano Olivetti. Lo Spirito nell’impresa – edito dalla Casa editrice Il Margine – analizza le caratteristiche dell’imprenditore, il volume Il valore della politica in Adriano Olivetti – edito nella Collana dei Quaderni della Fondazione Adriano Olivetti – indaga un aspetto meno noto: il suo pensiero politico.

Adriano Olivetti. Lo Spirito nell’impresa

di Giulio Sapelli e Davide Cadeddu (Il Margine)

Il valore della politica in Adriano Olivetti

di Davide Cadeddu (Fondazione Adriano Olivetti)


Presentazione dei libri
La presentazione Milanese avverrà Lunedì 3 dicembre, ore 18.30 presso Casa della Cultura, via Borgogna 3, Milano. Alla presentazione intervengono Piero Bassetti, Paolo Bricco, Bruno Lamborghini, Emilio Renzi e coordina Ferruccio Capelli.

La presentazione a Roma si svolgerà mercoledì 19 dicembre, ore 18.30, presso la Fondazione Adriano Olivetti, coordinata da Laura Olivetti, con interventi di Franco Ferrarotti, Giuliana Gemelli e Stefano Semplici.


Adriano Olivetti. Lo Spirito nell’impresa
Adriano Olivetti (1901-1960) ereditò dal geniale padre la fabbrica di macchine per scrivere e calcolatrici che ne porta il nome. Fu un imprenditore di successo, il più rivoluzionario industriale della storia italiana, un raffinato intellettuale, un grande editore, uno sfortunato uomo politico. Con la sua impresa creò un vero e proprio mito, oggi tanto celebrato quanto tradito. Nell'utopia olivettiana si tenevano uniti individuo e comunità, materia e spirito, giustizia sociale e iniziativa imprenditoriale, concretezza e cultura, meccanica e creatività.
Giulio Sapelli, uno dei maggiori economisti italiani, ripropone in tutta la sua «scandalosa» inattualità la lezione umana e civile di Olivetti.
Nel volume anche un agile profilo biografico del grande imprenditore di Ivrea, curato da Davide Cadeddu, che consente al lettore di oggi di ripercorrere la vicenda di Olivetti dentro il contesto economico, politico e culturale dell'epoca.

Il valore della politica in Adriano Olivetti

Nei numerosi riferimenti al pensiero politico di Adriano Olivetti, apparsi su articoli giornalistici o su saggi storiografici, il termine costantemente presente, per connotarne le caratteristiche, è quello di ‘utopia’. E da questa parola o, meglio, dalla considerazione che può essere formulata sull’abuso di questa parola bisogna partire per lumeggiare il pensiero politico olivettiano. In effetti, il sostantivo ‘utopia’, che andrebbe usato «cum grano salis, perché sottintende giudizi di valore tutt’altro che univoci», compare spesso «quasi per evitarne di discutere l’assunto di fondo e passar sotto silenzio tutta la serie delle sue proposte»; compare, usato in modo vago e privo quindi di funzione descrittiva, con un valore meramente prescrittivo, cioè surrettiziamente ideologico. L’intendimento del presente studio è, pertanto, riflettere sulle ‘impossibilità’presenti, se presenti, nel pensiero politico di Olivetti, considerando in che modo l’ideale si innesti sul reale, il dover essere interagisca con l’essere, e comprendendo, dunque, se l’idealità olivettiana sia priva «di ogni effettiva consistenza», poiché avulsa da un’adeguata analisi della realtà storica, o se sia invece «un idealismo che non perde di mira il reale, mentre tenta di superarlo sulla base d’una visione globale del possibile». Questo lavoro si propone come un’introduzione all’analisi di L’ordine politico delle Comunità e la chiave interpretativa offerta scaturisce da un’indagine sulla filosofia politica che pervade la riflessione olivettiana tra il 1945 e il 1960. Com’è stato osservato, «ancora oggi è proprio l’Olivetti “politico” a rappresentare il profilo meno conosciuto e meno studiato di una personalità eccezionale. A tanti anni di distanza dalla sua scomparsa (avvenuta nel febbraio 1960), contro le ipotesi di ripensamento della sua opera, ancora agiscono quelle critiche di utopismoche, proprio in riferimento alla sua vocazione politica e al disegno istituzionale da lui concepito, si rivelarono particolarmente aspre. Sgombrare il terreno da quest’equivoco si rivela, pertanto, come un’operazione necessaria per restituire ad una maggiore comprensione l’appassionato lavoro di Adriano Olivetti».

Letto 9109 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39