Lunedì, 11 Febbraio 2008 20:57

Coldiretti, promuovere prodotti a chilometri zero In evidenza

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locali con prodotti a chilometro zero
È on line, grazie a Coldiretti, la prima rete di locali «a chilometro zero» che offrono prodotti del territorio e di stagione.

Promuovere prodotti a chilometro zero


È on line la prima rete di locali «a chilometro zero» che offrono prodotti del territorio e di stagione che non devono percorrere lunghe distanze con mezzi di trasporto che provocano emissioni inquinanti per l’ambiente e dannose per il clima. L’iniziativa è della Coldiretti in occasione della Fieragricola di Verona dove è stato presentato sul sito www.coldiretti.it/veneto il primo circuito a km zero che annovera tra gli aderenti dalla gelateria alla ristobottega di Verona, dall’osteria di Padova allo snack bar di Treviso, dai vari ristoranti del Veneziano fino ai locali del parco delle Dolomiti nel Bellunese, riconoscibili da una apposita targa.

Prodotti a Chilometro Zero

«L’iniziativa - sottolinea la Coldiretti - risponde al bisogno di un numero crescente di consumatori che vuole condurre uno stile di vita attento all’ambiente e alla salvaguardia del clima anche a tavola. Lo stesso premio Nobel per la Pace ed ex vicepresidente Usa Alan Gore nel suo libro “Una scomoda verita” ha inserito l’acquisto di cibi locali offerti direttamente dagli agricoltori nell’elenco delle cose da fare per dare una mano a salvare la terra dal surriscaldamento globale tenuto conto che ’è stato stimato che un pasto medio percorre più di 1.900 km per camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare sulla vostra tavola ed è molto più ragionevole comprare alimenti che non devono fare tutta quella strada perchè spesso ci vogliono più calori di energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali».

«Mangiare a “chilometri zero” significa anche risparmiare e combattere l’inflazione con i prezzi - continua la Coldiretti - che sono anche di dieci volte superiori se la spesa consuma petrolio con l’acquisto di alimenti che devono percorrere lunghe distanze prima di giungere sulle tavole come le ciliegie dal Cile che devono volare 13mila chilometri con un consumo di 5,8 kg di petrolio e hanno raggiunto i 28 euro al chilo o l’uva dal Sudafrica che viaggia per 8mila chilometri bruciando 4,35 kg di petrolio. E altri esempi non mancano tenuto conto che - sottolinea l’associazione di categoria - per trasportare a Roma un chilo di pesche dall’Argentina (vendute a 12 euro al kg) in volo per una distanza di 12mila km si consumano 5,4 kg di petrolio».

Secondo un recente studio della Coldiretti, consumando prodotti locali e di stagione e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia può risparmiare fino a 1000 chili di anidride carbonica (CO2) l’anno. Una scelta non difficile in un paese come l’Italia che favorito dal clima offre produzioni agroalimentari da primato in tutte le stagioni.

«All’estero la sensibilità di alcune catene della grande distribuzione commerciale europee nel cogliere i cambiamenti nel comportamenti dei consumatori ha già portato in alcuni casi alla scelta di dedicare ampi spazi sugli scaffali a prodotti locali del territorio o a segnalare all’opposto, con particolari accorgimenti, i prodotti provenienti da Paesi lontani con rilevanti costi ambientali», sottolinea la Coldiretti.

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Fonte | LaStampa
Coldiretti Veneto | www.coldiretti.it/veneto
Letto 13196 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39