Martedì, 28 Ottobre 2008 11:07

La felicità? S'insegna ad Harvard In evidenza

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La felicità? S'insegna ad Harvard
Tratto da Repubblica - 8 sett. 2008 - di PAOLO PONTONIERE
Usa, Boom di iscrizioni per seguire le lezioni di Tan Ben-Shahar
 "Il ruolo nostro è migliorare la qualità della vita delle persone".

Usa, boom di iscrizioni per seguire le lezioni di Tan Ben-Shahar.
"Il ruolo nostro è migliorare la qualità della vita delle persone"


La felicità? S'insegna ad Harvard


La felicità non è il prodotto del caso ma frutto di scelte deliberate. Non si tratta di un incidente di percorso che si verifica per alcuni e mai per altri, ma una grazia che illumina la vita di tutti quelli che la perseguono con determinazione sistematica, organizzazione, impegno e creatività. Non sono suggerimenti tratti da uno dei tanti libri di self-help pubblicati negli Stati Uniti, ma da lezioni di autorevoli professori della Harvard University.

Gli studenti l'hanno soprannominata scienza della felicità, il nome ufficiale del corso è psicologia positiva, e lo stano frequentando a centinaia. L'anno scorso furono 850, quest'anno è di gran lunga il corso più popolare dell'ateneo con un numero di iscritti. Un successone. Superiore anche a quello del corso di Introduzione Economica, uno dei più facili offerti da Harvard, e a quello di Etica Sociale che, tenuto da Robert Cole - uno che negli Usa viene ritenuto quasi un santo - aveva stabilito il record del corso col maggior numero di iscritti della storia dell'università americana.

Adesso nel business della realizzazione della beatitudine sulla Terra ci si è messa anche la Harvard University. Qui il corso di psicologia positiva viene tenuto da Tan Ben-Shahar, autore del best-seller Happier: Learn the Secrets of Daily Joy and Lasting Fulfillment e speaker motivazionale di grande efficacia.

Così gli allievi della Harvard University imparano che il 50 per cento circa del livello di felicità generale di un individuo è condizionato da un fattore genetico e che il resto è invece determinato da fattori endogeni ed esogeni che sono sotto il suo controllo diretto. Da cose come il lavoro che sceglie di fare, il numero e il tipo di relazioni sociali che intesse con l'ambiente circostante, dalla maniera in cui pensa e i suoi valori etici e morali.

Gli studenti finiscono anche con lo scoprire che alcune condizioni esogene, come il reddito, non sono poi così importanti nel livello di soddisfazione individuale quanto lo sono invece il coinvolgimento in un rapporto amoroso, avere tanti amici ed essere rispettati dalla comunità nella quale si vive.


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Fonte | Repubblica
Letto 15700 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39