NON COPIAMO GLI AMERICANI
Il tesoro del non profit
Mentre aumenta il gap tra ricchi e poveri del pianeta, le organizzazioni non profit
americane accumulano ricchezza. Lo rivela un'analisi del Mc Kinsey Quarterly.
I consulenti Mc Kinsey hanno calcolato che il valore attuale di quanto erogato da un'organizzazione
non profit in 50 anni equivale solo al 60% della dotazione iniziale. In altre parole questi enti,
grazie ai benefici fiscali e allo spread tra quanto erogano e quanto rende il patrimonio, riescono ad incrementare i loro asset anno dopo anno. Perdendo di vista il vero obiettivo per cui sono nate, e a fronte del quale il governo federale ha messo a punto notevoli benefici fiscali.
Gli USA hanno investito non poco, in termini normativi, per agevolare il non profit. E ha funzionato:
in un decennio le donazioni sono quasi raddoppiate (fino a raggiungere quota 150 miliardi di dollari
nel 2000). Di quanto gli enti raccolgono ogni anno, tuttavia, solo il 5% viene utilizzato a fini
assistenziali, mentre i loro patrimoni rendono il 12%. Con il risultato che attualmente controllano
1000 miliardi di dollari in beni.
Sembra proprio che i manager del non profit abbiano le idee confuse sulla missione delle realtà che
guidano. In un momento in cui il deficit federale, appesantito dalle spese per difesa e sicurezza,
mette ulteriormente a rischio 13 milioni di bambini che vivono in povertà e 41 milioni di persone
senza assicurazione sanitaria, il non profit potrebbero contribuire con 20 miliardi di dollari
all'anno in più. Applicando nella giusta ottica il concetto di valore finanziario del tempo...