Per Natale regala ai dipendenti una fetta dell'azienda
Il classico panettone? Roba d'altri tempi. Così un imprenditore misanese ha pensato bene di regalare per Natale ai propri dipendenti una fetta della società.
Lui è Marco Muccioli titolare dell'omonima ditta di elettromeccanica fondata nel 1974, che vanta oggi un fatturato di cinque milioni di euro. A beneficiarne sono stati quattro dei suoi 20 operai, Giuseppe Casadei, Cristian Tomassoni, Giuseppe Bianchi e Mirco Montanari, ricompensati per la passione e la dedizione mostrate, tanto da aver contribuito ad incrementare il giro d'affari del 2002.
Nell'organico risultano i lavoratori più 'vecchi' avendo maturato in media un'anzianità di dieci anni, nonostante abbiano un'età compresa tra i 27 e i 30 anni.
«Dall'1 gennaio 2003 - racconta Muccioli -, questi ragazzi sono soci amministratori a tutti gli effetti, possedendo insieme il 10 per cento dell'azienda. Per il tempo e l'impegno dedicato al lavoro, si comportavano come se fossero già imprenditori e ho pensato che fargli un questo regalo rappresentasse la giusta gratificazione».
Marco Muccioli, 49 anni, sposato con due figli, diventati anch'essi soci, opera in un settore che pare non risenta della crisi economica. Da qualche tempo la Muccioli Elettromeccanica ha due sedi a Misano Adriatico, entrambe lungo l'Adriatica, di cui l'ultima è una vecchia casa colonica ristrutturata nel cui cortile spiccano gru e attrezzature varie.
«La realizzazione di questo mio desiderio, coltivato da anni - dice ancora Muccioli, elencando le motivazioni alla base della sua decisione -, è stata possibile solo dopo la pulizia in azienda di alcune 'mele marce', operazione che ha prodotto un clima di maggiore serenità e solidarietà consentendo una svolta tale da aumentare nel 2002 il fatturato del 40%. In questo modo preparo il terreno alla mia uscita di scena, una volta raggiunta l'età pensionabile e premio per il loro impegno quattro bravi ragazzi che ragionano come veri imprenditori. Infine, considerando che la globalizzazione ormai rappresenta il nostro futuro, ho creduto opportuno creare un gruppo solido con i miei familiari e i miei dipendenti, piuttosto che farmi assorbire dalla grande distribuzione».
Cristina Tiberi Resto del Carlino - 4 gennaio 2003