Secondo una ricerca prodotta dalla ONG britannica Oxfam, e intitolata "Guns or Growth?", "Armi o sviluppo?" i maggiori esportatori di armi si sono sottratti alla promessa fatta di non vendere armi ai paesi sottosviluppati perche' privano questi paesi dei fondi destinati all'aiuto alle popolazioni locali.
Parte dei 22 miliardi di dollari spesi per il riarmo da paesi sottosviluppati in Asia, Africa, Medioriente e America Latina, rappresentano fondi sottratti alle politiche sociali e sanitarie di questi paesi.
Ai paesi produttori di armi come Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Cina e Russia, solo per citare i piu' importanti, e' stato chiesto di non fare affari con quei governi che impiegano per l'acquisto i fondi destinati all'aiuto alle popolazioni locali.
Secondo Paul Eavis, direttore di Saferworld, una delle ong che hanno collaborato alla ricerca,
"Negare l'accordo sottoscritto in precedenza da parte di questi membri del Consiglio di
Sicurezza delle Nazioni Unite e produttori del 90% delle armi destinate ai paesi poveri,
significa negare il diritto all'istruzione per i bambini, alle cure per i malati e di conseguenza
generare una violazione dei diritti umani."