|
Abolite l'elenco telefonico |
|
|
|
|
Wednesday 23 September 2009 |
|
Abolite l'elenco telefonico
costa 5 milioni di alberi l'anno
Parte negli Usa la campagna contro il librone degli abbonati: "Le compagnie di distribuzione consegnino il volume cartaceo solo a chi ne fa richiesta, bisogna sfruttare internet e favorire l'edizione on line". Anche in Italia nascono i primi "abolizionisti"
Elenchi telefonici? No, grazie. A chiederlo è il popolo di internet
che, tramite una protesta verde partita dagli Stati Uniti e approdata
anche in Italia, invita le compagnie di distribuzione a lasciare agli
utenti la possibilità di scegliere se ricevere o meno gli elenchi.
Contro una consegna a pioggia, che spesso non raggiunge chi ne ha
davvero bisogno, ma arriva nelle case di chi quegli enormi volumi non
li scarterà neanche; contro i costi di produzione e consegna; contro
soprattutto lo spreco di carta, acqua e carburante, il movimento chiede
la soluzione "opt-in". Ovvero lasciare all'utente la libertà di
stabilire, a seconda dei casi, se il servizio sia più o meno utile.
Verrebbero così garantite le necessità dei milioni di consumatori che
ancora non usufruiscono del servizio di elenco telefonico online e che
continuerebbero a ricevere l'elenco cartaceo, e contemporaneamente
verrebbe soddisfatta anche la richiesta di chi lo consulta on line
ormai da anni.
Quand'è l'ultima volta che ne avete consultato uno? Se avete bisogno di
un numero di telefono cosa fate per procurarvelo? Per molti la risposta
sarà internet. Ecco quindi che dagli Stati Uniti parte la campagna "Ban
the Phone Book", ovvero "Aboliamo l'elenco". Prima con l'apertura di un
sito e poi con un sondaggio. Per
l'81% dei consumatori intervistati quella dell'opt-in è una soluzione
giusta.
Soprattutto a fronte dei dati diffusi dal sito: sarebbero 5 milioni gli
alberi utilizzati ogni anno per la realizzazione delle "pagine bianche"
americane e le operazioni di riciclo costerebbero ai contribuenti oltre
17 milioni di dollari annui. Inoltre il 75% degli intervistati dichiara
di non essere a conoscenza dell'impatto ambientale ed economico delle
operazioni di stampa, recapito e riciclaggio dei volumi.
In
Italia le voci di protesta sono ancora poche e soprattutto meno
organizzate. Un giro rapido della rete consente di scoprire che nel
2008 è stata lanciata una petizione online rivolta al ministero delle
Comunicazioni che ha reclutato appena 34 firmatari. "Perché, a partire
dal prossimo anno, non si trova il modo di chiedere chi vuole, e chi
no, ricevere questi elenchi, riducendo così lo spreco di risorse?".
Questo il testo della petizione.
Più seguito è sicuramente il gruppo di Facebook "Eliminiano gli elenchi cartacei per chi ha internet"
dove, intorno al fondatore Stefano Belardini, si sono riuniti un
centinaio di interessati. "Sono un avvocato ma con degli amici ho
fondato una onlus
per la costruzione di pozzi di acqua potabile nei villaggi del Mali -
spiega Stefano - Per questo sono molto sensibile al tema dell'acqua e
in generale a quello dell'ambiente. Basti pensare che per fare un chilo
di carta ci vogliono 500 litri di acqua e due chili di legname. E'
assurdo che chi ha internet a casa o negli uffici si debba ancora
vedere consegnare chili e chili di carta. Vorrei che almeno le persone
possano su propria iniziativa dichiarare di non voler ricevere il
cartaceo".
Leggi l'articolo intero su Repubblica.it di Benedetta Perilli
http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/ambiente/elenchi-telefono/elenchi-telefono/elenchi-telefono.html
|