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Servizi non richiesti? La compagnia telefonica deve risarcire il danno morale PDF Stampa E-mail
sabato 17 luglio 2004
L’attivazione di un servizio non richiesto è un’operazione scorretta che provoca un danno morale da risarcire.

Questo, in sintesi, il giudizio emesso dal Giudice di Pace di Roma nei confronti della Wind telecomunicazione SPA, condannata in contumacia per l’attivazione – non richiesta - del servizio di preselezione automatica attivato sulla linea telefonica di un utente di Roma.

“È la prima volta” commenta il vice segretario di Cittadinanzattiva Giustino Trincia “che un giudice riconosce la risarcibilità da stress dovuta a disservizi e pratiche scorrette di un gestore di telefonia.

“Al di là della quantificazione economica data al danno morale” continua Trincia “è importante che si sia affermato il principio che le aziende erogatrici di servizi non rimangano impunite a seguito di loro comportamenti scorretti nei confronti degli utenti”.

Il giudice, come si legge nella sentenza, ha riconosciuto uno stato di sofferenza e legittima insofferenza in cui l’utente dei pubblici servizi versa, a fronte del comportamento dei soggetti gestori –pubblici o privati- non conforme alle regole della correttezza amministrativa e produttività operativa.

“Negli ultimi cinque mesi” conclude Trincia “le sole segnalazioni ricevute dall’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni, in tema di servizi o pacchetti non richiesti, sono state oltre 2.300, ma il fenomeno coinvolge decine di migliaia di utenti”.

Sul sito
www.cittadinanzattiva.it
è possibile scarica il modulo per inoltrare una segnalazione all’Autorità.


da: ufficio stampa Cittadinanzattiva onlus
 

 
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