Viaggio lungo le sponde del Gange.
Il viaggio lungo le sponde del Gange, il grande fiume sacro, da secoli simbolo della cultura e della civiltà indiana, alla scoperta dei suoi riti e della sua magica atmosfera rappresenta un’esperienza complessa: una volta lontani dalla folla di Delhi ci immergiamo nel quieto mondo del fiume, verso Benares su barche tradizionali: è un mondo fatto di luci, di incontri e di atmosfere soffuse. Scorrono i villaggi e le terre rese fertili dalle grandi piene del Gange, i pescatori che gettano le reti, i nugoli di uccelli che attraversano il cielo. Sbarchiamo per visitare i templi e per scoprire i villaggi con le case d’argilla ricoperte di tegole rosse lavorate a mano; ogni sera posiamo il campo, con ampie tende preallestite, fornite di letti; materassi e lenzuola. L’arrivo a Benares è un’emozione unica e indescrivibile, è segnalato dai fuochi delle pire accese lungo le rive e dai gesti dei pellegrini; qui si tiene nel mese di febbraio il Mahashivaratri, la notte sacra a Shiva. Una volta lasciato il fiume sacro procediamo nel Madhya Preadesh alla scoperta di palazzi affrescati della città-fantasma di Orcha, i grandi stupa del parco archeologico di Sanchi, il tempio affollato di devoti nella città santa di Ujjain e, infine, i mausolei e i palazzi di Mandu e Maheshwar, tra i più romantici siti di tutta l’India.
Il vostro viaggio di quest’anno sarà un alternarsi di luci soffuse, rappresentate da eventi rilassanti magari a volte noiosi. Non avrete grosse prove da superare se non verso la metà dell’anno una scelta da fare, di cui siete già a conoscenza: valuterete gli aspetti più spirituali dell’esistenza e forse deciderete per uno stile di vita meno caotico e nevrotico. Il vostro arrivo simbolico a Benares sarà rappresentato da un evento che vi farà capire quanto importante sia avere accanto gli amici; condividerete con loro una esperienza particolare che vi insegnerà molto. Vi accorgerete, in oltre, che ciò che più vi piace spesso si nasconde nelle cose molto semplici.
Brano da ascoltare durante la discesa: Red Wind – Jan Garbarek |