Viaggio in mongolfiera
Scivolare, librarsi, assaporare l’assenza di peso: questo è il fascino di un viaggio in mongolfiera. Fluttuare dolcemente e in tutto relax nella leggerezza del paesaggio celeste, lasciando a terra il peso delle preoccupazioni quotidiane. Ci si sente leggeri dentro, cullati dal lento pallone ad aria calda che fluttua nel cielo e si avvicina all’orizzonte in punta di piedi a 25 km/h. Questo è l’effetto che questo viaggio dell’anno vi farà scoprire: avete vissuto gli ultimi anni con i piedi troppo piantati a terra, troppe regole da seguire, troppo rigore da imporre a voi stessi e a chi vi sta intorno. Osservare paesaggi dall’alto e in quasi totale silenzio è l’esercizio che ora vi serve: avere l’opportunità di pensare mentre siete sospesi nell’aria e guardare il mondo da questa prospettiva di tetti, giardini ordinati che si intersecano a mosaico, vasti campi di raccolto, silos a grappolo e costruzioni sconosciute dalle forme più bizzarre, vi mostrerà una realtà che non avevate mai considerato. Il mondo vi apparirà molto più grande e meno controllabile, le sue regole estetiche dominate da qualcosa di superiore che non ha piano regolatore, non ha leggi architettoniche ordinate ma solo un caos stranamente bilanciato secondo canoni indecifrabili. E’ l’ordine prodotto dal disordine e dalle sue regole sregolate.
La vostra unica certezza sarà il cesto nel quale fluttuerete accompagnati dal sibilo della mongolfiera e l’unico segno tangibile di qualcosa di terreno e conosciuto sarà dato dal vento che vi colpirà a tratti il volto, a volte più sferzante e a volte carezzevole, a volte tiepido e a volte gelido. In metafora, l’alternarsi di esperienze molto diverese fra loro vi riattiveranno la circolazione emotiva e trarrete beneficio dal calore che una volta “a terra” sentirete a tutti i livelli.
Brano da ascoltare durante il volo: Loch na Cailli - The Clannad
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