Cara Redazione!
Ho appena ricevuto la newsletter e ho subito approfittato per staccare un po'.
Sono subito rimasta colpita dalla lettura delle storie di vita. Amo le storie perchè ognuno di noi ne è pieno.
Ho letto quelle pubblicate sul sito e mi sono riconosciuta.
Prendere in mano la propria vita..libertà..ragazzi che prezzo!
Ora sono qui a scrivere seguendo solo l'impulso. Anche io ho una storia da raccontare.
Più o meno un paio di anni fa ero arrivata ad avere tutto ciò per cui avevo sempre fatto tanta fatica: un lavoro di responsabilità a contatto con diversi collaboratori e una felice convivenza. Tutto bene, ho faticato tanto per arrivarci e in un attimo ho iniziato a respirare qualcosa di storto. Analizzavo la situazione ma la ragione mi diceva "è tutto ok". Mi sono trascinata un malessere senza conoscerne il motivo molti mesi ad alti e bassi. Mi sentivo "ferma" e quel che è peggio non riuscivo a vedere me stessa nel futuro. Ho pensato e ripensato tanto finchè ho capito: non amavo più il mio compagno.Ovviamente le cose non arrivano mai da sole e nello stesso periodo ho anche cambiato lavoro. Quindi nel giro di pochi mesi ho completamente trasformato la mia vita: nuova famiglia (io), nuovo lavoro e nuova casa.
A questo punto gli scenari che mi ero immaginata non si sono propriamente realizzati: alcune delle persone sulle quali pensavo di poter contare sono magicamente scomparse nel nulla e il nuovo lavoro mi ha fatto conoscere realtà :-( che non immaginavo potessero accadermi.
Bè ormai ero entrata nel "grande cambiamento" e la situazione mi ha obbligato a essere pronta, mi sono ritrovata a Natale magrissima ma ancora "in piedi", mi sono detta: "bè guarda le cose che ti sono capitate e tu sei ancora qui per cui puoi andare avanti".
Ho imparato tanto e soprattutto ho scoperto le persone vere intorno a me. Certo ho pianto (a fontanella!) per la delusione di alcune persone ma ringrazio il destino per la possibilità che ho avuto di scoprire "angeli" fatti a persone intorno a me e nella resistenza e forza che ho trovato in me stessa, tesori che crescono in me ogni giorno. Ho capito (meglio tardi che mai) cosa conta realmente di più cioè gli affetti e il tempo per le persone che amo. Banale ma vero? quando mi sono ritrovata sola ho capito, viva la semplicità.
Ho imparato a definire le priorità sul lavoro (per la serie è inutile stare a impazzire 12 ore al giorno) e a dedicare me e il mio tempo alle persone che mi vogliono bene. Ma la storia non finisce qui (sono solo arrivata a metà) ma spero proprio che finisca presto: va bè crescere, va bè imparare, va bè prendere in mano la propria vita ma ora .come dire.sono stufa stufa stufa. Che successo? Non sono più sola e il primo traguardo è raggiunto, mica dall'oggi al domani si tratta si della cosa più importante ma nemmeno questa è caduta dal cielo e poi? Bè mi ritrovo incastrata in un lavoro/azienda incubo: mezzi = zero, soldi = zero (gli stipendi in ritardo anche di due mesi e l'ultimo è ancora latitante), azienda nella quale ho creduto e per la quale ho dato il 1000%, ci sono arrivata grazie a una fiducia cieca in una persona che mi ci ha portato, per la quale ho dato il meglio delle mie capacità professionali, intellettuali e umane e che si è rivelata incapace di assumer qualsiasi ruolo tanto da additarmi come "quella che non capisce, che rema contro." perché sono stata capace di far emergere alcuni problemi importanti , problemi che ho affrontato io "bruciandomi" e passando per polemica, quei problemi che fino a quando erano sotto forma di parole mi riconosceva e approvava ma che quando avrebbe dovuto affrontare e quindi prendersi responsabilità è stato più semplice scaricare e "bruciare" chi, cioè me, se ne è assunto la responsabilità senza avere né ruolo né stipendio ed era pure artefice del suo lavoro, delle sue idee, delle proposte, della sua carriera... che delusione!
La storia sta arrivando ad oggi: sono ancora qui con lo stipendio latitante e i discorsi assurdi del capo
(è quasi illecito far domande sulla data dello stipendio.) e la ricerca quasi disperata di un nuovo lavoro.
È una fase importante della mia vita e so che posso e devo contare su di me e sulle mie qualità, so
che ne uscirò ma a volte quando torno a casa o quando arriva la data del pagamento dell'affitto è un po' difficile.
Non so perché ho scritto, ho seguito il cuore e quindi è la cosa giusta, non voglio che le mie parole appaiano deluse o
tristi. Insomma non mi sono mai sentita così viva come in questo ultimo periodo ma, inizio a essere un po' stanca. Lo so,
non posso mollare adesso ma, don'tworry non mollo ma mi concedo un piccolo sfogo ogni tanto. Io ora vado avanti senza rancore,
più testarda di prima e prima o poi (obiettivo entro il 31/12) scriverò anche io la mia lettera di dimissioni, sarò pronta (bè veramente lo sono già.)
a iniziare una nuova avventura professionale con il sorriso che non ho mai perso.
Grazie a tutti voi perché mi ricordate che lì fuori ci sono tante belle realtà professionali dove so che c'è posto anche per me.
Un abbraccio
N.
Grazie a Te !
Che dire.. il coraggio non ti manca, l'energia e l'ottimismo nemmeno, per cui... resta in ascolto e come dici tu, quando è il momento.. VAI
Per quanto riguarda la "delusione" comprensibile nei confronti del tuo capo...
se hai voglia, prova a concedere ancora una possibilità ...
Ecco un'altra chiave di lettura
Mettiti al posto suo: quando ti ha proposto quel lavoro, in buona fede avrà pensato a qualcosa di positivo da offrirti.. con dei problemi come esistono dappertutto, ma comunque forse superabili..
Ora si ritrova invece ad averti offerto un posto dove nemmeno di pagano, in una azienda che va male ... minimo si sentirà in colpa. E questo genera spesso un sentimento di chiusura e di paura. Tu avevi riposto in lui fiducia cieca, lui lo sa, e lui non è stato in grado di mantenere le tue aspettative.. Scatta il rifiuto e l'allontanamento.
Sicuramente lui è più debole di te, ma potrebbe non avere in definitiva quell'autorità necessaria per agire.
Quindi accetta suo malgrado che le cose vadano in un certo modo, pur di mantenere la sua posizione: prova tu a fare un passo verso di lui... sembra che non ci sia tanto da perdere a questo punto. Non assecondando idee non tue o rinunciando, al contrario, mostrando comprensione nei suoi confronti.
"Capisco che pur nella tua posizione, non puoi fare molto... ecc... "
Mostra che in fondo forse non ce l'hai con lui, ma che non puoi accettare comunque certe condizioni, sia economiche che lavorative.
Perchè questo? Perchè è sempre un peccato perdere un amico, perdere la fiducia...
e poi comunque segui la tua strada...