Simona, siamo DUE segretarie ....!!
Sono capitata propio ora su questo bel sito, in un lunedì mattina piovoso di
ottobre...e cosa trovo ??
Una storia che rispecchia praticamente in toto la mia, con tutti i risvolti
psicologici annessi e connessi.
Beh, Simona, non so se questo ti possa consolare, ma siamo in due ad essere
"solo segretarie" (senza offesa per chi al mondo svolge questo lavoro con
passione).
Come te mi sono laureata in lingue e letterature straniere, come te lavorando,
come te senza soddisfazioni...
Ecco la mia storia: i miei genitori un bel giorno mi dicono che se voglio
finire l'università è anche giusto che io contribuisca al pagamento delle tasse
(non li biasimo, non abbiamo mai navigato nell'oro), così mi trovo un lavoro
full-time in un'azienda con contratto di formazione, faccio la mia bella
gavetta in un ufficio commerciale agli ordini di colleghe impiegate da 30 anni
e che ti guardano come se tu dovessi fregargli il posto. Finalmente nel 2001,
dopo anni di incazzature sul lavoro (sempre ad elemosinare un pò di rispetto in
quanto ultima arrivata) e occhi gonfi sui libri, arrivo alla laurea, convinta
che quel pezzo di carta mi darà almeno la possibilità di cambiare lavoro, di
scegliere qualcosa che finalmente mi piaccia...."finalmente dirò addio a
quest'azienda di pazzi", mi dicevo..."e il mondo dell'editoria, della cultura,
della letteratura mi aprirà le porte....."
E invece? Colmo dei colmi? l'azienda decide di fare tagli al personale, mette
alcuni dipendenti in cassa integrazione...e indovina indovinello??? L'unica
laureata dell'azienda (cioè io) risulta essere una di quelli di cui l'azienda
non ha + bisogno (sono stata "preferita" anche ad alcune colleghe diplomate e
arrivate dopo di me....forse perchè a parità di lavoro svolto gli costavano
meno????).
Vi risparmio la parte in cui passo mesi a casa a piangere e vomitare, perdendo
chili e capelli, con un neo-marito probabilmente già pentito della sua scelta
di condividere la vita con una depressa perennemente in pigiama...
Nel frattempo infatti mi ero sposata, così tra la crisi economica in corso e
vari colloqui che vertevano su quando avrei fatto dei figli, mi sono ritrovata
da Aprile 2003 in una piccola azienda a fare il lavoro che odiavo moltiplicato
all'ennesima potenza (sono l'unica impiegata, per cui devo davvero fare di
tutto...bolle, fatture, spedizioni, centralino, citofono.......) ma che se non
altro mi dà la possibilità di pagare il mutuo e tirare avanti...e intanto la
laurea giace nel famigerato cassetto.
Così appena ho un attimo di tempo mi ritrovo a navigare in rete alla ricerca
spasmodica di un qulasiasi spunto che mi possa almeno far sperare
nell'esistenza di un lavoro interessante (è così che sono capitata su
ManagerZen)
Mi sento irrequieta...vorrei cambiare tutto e non cambio nulla...cerco di farmi
andare bene quello che ho, ma è una vera violenza...mi sento impotente....a
volte fallita.... altre volte così fortunata perchè posso leggere "Harry
Potter" in lingua originale (un piacere non concesso a tutti!!!!!!)
Insomma, i dialoghi con me stessa stanno diventando surreali...vale tutto e il
contrario di tutto, sono un'anima in pena, ma non so cosa mi spinga a non
smettere la ricerca di qualcosa che mi soddisfi pienamente...
Così in questo momento sto lottando per cercare di considerare questo lavoro
SOLO lavoro, ho deciso di concentrarmi sulla mia vita privata, cercando di
creare con mio marito un ambiente sereno a casa, pensando seriamente a metter
su famiglia (per la felicità dei miei nuovi datori di lavoro !!!!)
Non so se questa sia la strada giusta...forse spero che raggiungendo l'armonia
familiare poi quella professionale verrà da se'...ma fino a quando si possono
mettere da parte le aspettative di un po' di gratificazione anche sul
lavoro??????
Silvia
Ciao, Silvia!
Abbiamo ricevuto e pubblicato il tuo messaggio, non soltanto per Simona, ma
per molte altre persone alle prese con situazioni insoddisfacenti dal punto
di vista lavorativo.
D'altra parte (naturalmente si tratta di un'opinione mia personale),
nonostante la tua comprensibile delusione, penso che quello che stai facendo
non sia poco: a parte leggere harry potter in lingua originale, anche solo
l'impegno per creare un ambiente sereno per te e per chi ti sta accanto ed
anche il desiderio di "metter su famiglia" a me paiono decisamente
appartenere a chi percorre "una strada giusta".
Ancora, sono convinto che una persona per cui vale tutto e il contrario di
tutto, che continua a cercare, che non si arrende, sia una persona che non
esita a mettersi in discussione ed a cercare di capire ciò che veramente
vuole con determinazione.
E, a mio avviso, questa è la condizione essenziale per cambiare davvero le
situazioni.
Sempre secondo me, raggiungere un'armonia non solo nella vita privata ma
anche dentro se stessi è la condizione essenziale per poter guardare le cose
da un punto di vista diverso ed individuare soluzioni (spesso inaspettate)
"su misura" per se stessi.
Così, ripeto, sono convinto che tu sia davvero sulla strada giusta, non
mollare!!