Dicembre 2004 I cacciatori di teste, ovvero: dov'è l'etica?
Care Federica e Donata
volevo inviarvi un mio racconto, frutto di una brutta esperienza che vorrei
condividere con tutte le persone che hanno l'ambizione di trovare un lavoro
che li realizzi come professionaisti ma soprattutto come esseri umani.
Nella mia ricerca per una opportunità di lavoro alternativa all'attuale mi è
capitato di rispondere all'annuncio di una società rinomata e internazionale
di cacciatori di teste: Hudson Highland. Questi vantano network mondiale,
professionisti qualificati ed un'esperienza unica...
Tutto inizia lo scorso giovedì pomeriggio, vengo contattata al cellulare e
mi viene chiesto un colloquio per il lunedì successivo. Faccio salti mortali
per cancellare riunioni e telefonate varie, per prenotare treni e parcheggi
(ovviamente tutto a mio carico perchè in italia "si fa così"). Spesa totale
biglietti, parcheggio, panino in treno: 70 euro + 6 ore di permesso non
retribuito...OK pensavo..ne vale la pena, se mi hanno chiamata con tale
urgenza vuol dire che il mio curriculum è piaciuto..questi sono una
multinazionale, mica la solita società di recruiting all'italiana..
Arrivo puntualissima, anzi..con i 10 minuti di anticipo..mi fanno accomodare
in un bellissimo salottino con le sedie in pelle umana che dondolano..penso
io..wow! che bella sede...questa sì che è una accorglienza..
Puntualissima arriva una signorina sui trenta..penso io..ha la mia età e
porta gli occhiali come me..gran sorriso..bene,bene. Ci sediamo nella stanza
delle "torture". A questo punto la signorina attacca con le solite domande
per 15 minuti..parla di quanto bella e internazionale è la sua
azienda...senza mai alzare lo sguardo..mi chiede praticamente le stesse cose
che sono chiaramante elencate nel cv..prende appunti..ancora senza alzare
mai gli occhi..
Devo ammettere di essere un pò prevenuta..anni fa ho fatto un master in
Human resources e sui bellissimi libri del perfetto selezionatore si dice
chiaramente che per capire veramente se il candidato è adeguato è necessario
instaurare un rapporto di sguardi e sciogliere il ghiaccio..ok mi
dico..forse le nuove teorie emerse negli ultimi anni dicono l'opposto..di
evitare il contatto visivo..del resto hanno scoperto che le uova non causano
più il colesterolo!!
Dopo 15 minuti di domande superficiali che avrebbero potuto essere evitate
leggendo 1 volta il mio cv la signorina Precisione mi chiede qual'è la
retribuzione attuale. Gliela dico, senza aggiungere un euro al mio stipendio
attuale. La signonina si irrigidisce e sbotta "mi dispiace, ma non la posso
presentare! lei ha una retribuzione superiore al settore di riferimento
persino per il mercato di milano, figuriamoci per quello emiliano". La mia
prima reazione è di sentirmi immensamente in colpa per il fatto di avere uno
stipendio decente e di non essere sotto-pagata... poi mi ricordo altre
letture interessanti del master...tipo che la retribuzione non deve solo
essere commisurata alla posizione ma deve riflettere anche le competenze e
l'istruzione acquisita per cui ribatto.."mi scusi ma se la retribuzione era
la condizione necessaria perchè non l'avete comunicato prima di convocarmi?
sa com'è, avrei evitato spesa e viaggio, visto che qualsiasi fossero le mie
competenze non avrei potuto superare la selezione"!...la signorina si
innervosisce ed esordisce con un bellissimo "ohhh, mi dispiace che la prenda
così..veda questo incontro come un investimento..così ha conosciuto
Hudson..noi terremo il suo cv per eventuali altre candidatureeeeeeee". Poi
la ciliegina sulla torta "mi dispiace se per lei è stata una perdita di
tempo, può comunque approfittare di essere a milano per fare un pò di
shopping!!" e mi liquida così.
Ecco..per 10 secondi rimando muta, respiro...conto fino a dieci e decido che
è più professionale chiudere questo penoso colloquio con un no
comment...SHOPPING? ma per chi mi prende? per una che è vissuta su marte e
lo shopping a milano non l'ha mai fatto??? per una che non ha bisogno di
lavorare e quindi si può permettere di "bigiare" il lavoro come si faceva
alle superiori???
Durante il tragitto di ritorno, ho la testa che mi scoppia..una marea di
domande..la prima è "dove ho sbagliato"?..poi ripenso ad altri colloqui..al
fatto che fino ad ora ho sempre avuto belle esperienze di selezione, anche
quando non le ho superate ho comunque imparato qualcosa..stavolta invece
sono stata semplicemente insultata e umiliata...
Allora mi chiedo, io credo che il mondo del lavoro sia una grande palestra
emotiva e relazionale..impariamo dagli altri e insegnamo agli altri..se mi è
capitato di incontrare una non-professionaista è giusto incassare e lasciar
passare senza avere l'opportunità di fornire un feedback? è giusto accettare
di essere trattati come numeri anche da chi, come gli head hunters,
fatturano grazie a quelli che come me si rivolgono a loro per trovare un
posto di lavoro migliore, più umano?
Beh, forse questo è un esempio di "azienda veramente poco Zen..che non
rispetta l'impegno e la serietà, e cerca lavoratori "low-cost"...che siano
però super-qualificati (con laurea, master, inglese perfetto e il resto).