Quando sono rattristata dalla mia situazione lavorativa, il mio fidanzato dice sempre che che sbaglio a prendermela così tanto.
Secondo lui una delle cause dei miei problemi lavorativi è che ho cominciato a lavorare troppo presto e per questo mi comporto come se fossi ancora a scuola. Questo perchè trovo noioso e angosciante non avere nemmeno una persona con cui parlare liberamente in un posto dove passo così tanto tempo della mia vita. Non ha tutti torti, a 42 anni finalmente ho realizzato che l'amicizia sul lavoro è piuttosto rara se non impossibile. Mi sono rassegnata, ci sono troppi squali. E se sei troppo aperto sei solo un fesso da sbranare. Nella migliore delle ipotesi a nessuno frega niente se sei vivo o morto e forse anch'io ora sto diventando un po' così, rendo accessibile solo una piccola parte del mio cuore, per autodifesa.
A 16 anni i miei genitori mi hanno praticamente impedito di continuare con la scuola diurna di perito chimico a favore della serale, perchè il loro "sogno" era che studiassi, dato che a scuola andavo discretamente ma soprattutto che cominciassi a rendermi indipendente poichè la mia famiglia ha sempre avuto problemi di ogni sorta e naturalmente, anche economici. Ho cominciato come baby-sitter, poi come postina ed infine dopo la maturità ho trovato un posto in un'aziendina farmaceutica vicino a Milano, dove mobbing, sfruttamento, umiliazioni, urla, molestie sessuali, sostanze tossiche, erano ordinaria amministrazione.
Poi tramite una ex compagna di scuola/amica vengo a sapere che esistono dei luoghi di lavoro dove addirittura si ascolta la musica nei laboratori. Devo assolutamente provarci. Così nel 1985 faccio domanda e vengo assunta presso un centro ricerche di un'azienda media farmaceutica italiana. Quando ancora esisteva la farmaceutica italiana ed i relativi centri di ricerca. All'inizio una delle mie mansioni era accompagnare la dottoressa (in Italia è pieno di dottori sembra di essere in un enorme ospedale :)) in biblioteca prenderle i libri sugli scaffali e reggerli mentre lei li sfogliava ! Nel corso degli anni le cose sono migliorate e per qualche anno è andata bene, anche se come logico in un'azienda italiana se non sei laureato, nonostante tu sappia lavorare con alta professionalità, abbia fatto corsi di ogni tipo e che continui a studiare come autodidatta, per ottenere quel passaggio di categoria o quell'aume nto per altri automatico, devi faticare e dimostrare 10 volte di più . Soprattutto se sei anche madre single e non appartenente a gruppi politico-religiosi. Dopo varie ristrutturazioni aziendali a 35 anni sono stata buttata fuori, così come tutti gli altri ricercatori, perchè il centro è stato chiuso. La ricerca si sa che Italia è considerata un peso, infatti ora in piena recessione vediamo i risultati di questa politica. Fortunatamente esisteva ancora una grossa multinazionale americana con un bellissimo centro. Sono stata presa subito perchè parlo abbastanza bene l'inglese conoscevo benissimo il lavoro rendendomi così subito operativa. Non amo particolarmente la cultura americana ma devo ammettere che con la loro pragmaticità mi sono trovata molto bene, i miei capi erano inglesi (dei veri gentleman) ed ho avuto soddisfazioni morali e perfino materiali!
Poi come tutte le multinazionale farmaceutiche "business is business". Al prossimo merger si chiude un centro... è un po' come una roulette russa. Tre anni fa è toccato a noi. Ora, non sto a dire come, sono in una dittarella italiana e sono ripiombata nel medio evo con gente supponente che si fa portare le valigette. Ma a volte il destino avverso ti sprona a cambiare e infatti approfittando anche del fatto che ora mio figlio è piu indipendente, mi sono iscritta all'università. Ma non a chimica, biologia o simili, anche volendo non avrei potuto. Si lamentano di carenza di iscritti, ma la frequenza è obbligatoria, quindi vietata a chi lavora. Mi sono iscritta a Psicologia, che è quello che avrei sempre voluto fare nella vita, se non altro per capire meglio me stessa e chi mi sta vicino. Non certo perchè penso di poter esercitare cominciando ora! Chissa forse quando sarò in pensione farò del volontariato, pensavo. Tre mesi fa mi han no proposto di uscire dal laboratorio, dove ero trattata alla stessa stregua di "scimmia sapiente" e mi hanno proposto di occuparmi di business development.
Ho accettato al volo, chissà forse potrò anche abbinare a questo nuovo lavoro i miei studi, questi ultimi mi stanno dando la forza per tirare avanti. Ho dato 2 esami, ho rotto il ghiaccio e giuro che se arrivo alla fine nessuno mi chiamerà dottoressa, perchè non essendo medico e non essendo PhD farei ridere come alcuni italiani e, ho recentemente scoperto qualche chimico tedesco, quindi in alcune umane debolezze forse tutto il mondo è paese! Preferisco sorridere e far sorridere :)
saluti zen
Maddalena
Cara Maddalena
anch'io sono convinto che il mondo del lavoro non sia il paese dei balocchi e dalla tua storia questo risulta chiaramente, però mi sembra che, nonostante tutto (e credo soprattutto grazie ai tuoi meriti), tu te la sia cavata egregiamente fin'ora: non sei mai rimasta senza lavoro, è già un bel record...
Inoltre hai dimostrato di saperti adattare alle nuove situazioni molto meglio di chiunque io conosca, senza smettere di fare progetti (anche importanti - leggi laurea).
Poi: passare dal ruolo di "scimmia sapiente" (come tu dici) al business developement ha tutta l'aria di una promozione (e quindi di un riconoscimento del tuo valore, non ti pare?).
Effettivamente il tuo compagno non sembrerebbe avere proprio tutti i torti...
Mi sipego: non si può obbligare le persone ad essere amiche, solidali, leali; sono qualità del carattere e, probabilmente, il menefreghismo, l'arrivismo e la slealtà non dipendono soltanto dal contesto lavorativo, quanto piuttosto dal fatto che "nessuno è perfetto".
Certo, in un ambiente dove la competizione è forte e magari alimentata ad arte, le situazioni possono decisamente diventare pesanti...
Da quello che racconti, però, risulta che in una realtà decisamente critica quale quella della ricerca in Italia, sei sempre riuscita a gestire gli imprevisti,
i cambiamenti e i passaggi ad incarichi diversi in maniera egregia: non è da tutti, credimi!
Per questo fai bene a non abbandonare le tue giuste aspirazioni e a combattere per far valere il tuo punto di vista:
la voglia e la grinta non ti mancano di certo...