Spettabile...cara (spero) redazione. Non so da dove cominciare. Però ho cominciato e perciò
vado avanti. Ho 43 anni. mi sono laaureata nell'85 in uno dei corsi di laurea più tosti
allora esistenti : Chimica e Tecnologia Farmaceutiche. Mi sentivo un Dio! Ma... (pausa).
Ma desideravo lavorare quasi subito (volevo vivere per conto mio e non pesare più
sui miei, per di più in una situazione di concubinato che loro disapprovavano), e siccome i concorsi nella scuola erano bloccati, siccome per rimanere nell'Università c'erano molti anni di lavoro gratuito o quasi (idem per le farmacie ospedaliere), e per l'industria avrei dovuto cambiare città, mi restavano due vie: l'informazione farmaceutica e la farmacia. Cominciai con la prima. Entro breve mi sono accorta di non essere adatta. Poco male: comincio con le farmacie private: a parte qualche incidente di percorso ( per lo più legato ai rapporti umani) tutto bene. Scopro l'omeopatia, me ne innamoro, letteralmente. Seguo tutti i corsi e seminari seguibili per più di quattro anni, e contemporaneamente la promuovo a spada tratta nel lavoro con il pubblico, con successo e gratitudine da parte dei clienti ( giammai dei padroni! ), e mi sembra che la soddisfazione così ottenuta valga bene qualche umiliazione e lo stipendio decisamente basso ( a tutt'oggi un farmacista collaboratore di farmacia privata che lavori 40 ore/sett. fatica a prendere 2200000 ). Ma nel '94 litigo, me ne vado. Sto divinamente! Poi resto incinta, nasce mio figlio ( in casa, solo con le ostetriche e senza medico! ), sono felice e disoccupata. Dopo due anni inizio una sostituzione-calvario in un'altra farmacia, intermittente, straziante, con alterni trattamenti, dalla punta di forchetta al mobbing più vergognoso. Tre anni fa la sostituzione si conclude, senza litigi ma con un bel cancro come eredità. Ora sono disoccupata, quasi sana, poco felice, in bolletta. Non ho mai mandato tanti curricula come in questo periodo, ma l'età fa sì che mi vengano preferiti farmacisti che possano essere assunti con contratto formazione-lavoro (che è di per sé una bella vergogna!). In più non me la sento di chiedere lavoro come informatrice a quelle multinazionali che boicotto come consumatrice, o peggio ancora alle ditte cosiddette di comparaggio, che confezionano sotto altri nomi specialità della Glaxo o della Pfizer, corrompendo poi i medici con viaggi favolosi o automobili per le loro prescrizioni. In parole povere, sono nella merda. Voglio lavorare, voglio continuare ad occuparmi di medicina naturale, quel vecchio amore che non ho mai abbandonato, voglio guadagnare in maniera decente, voglio avere un lavoro onesto e un po' di tempo per aiutare mio figlio con i compiti, o per leggere un libro. Con un ritmo e con concetti fisiologici. Non so cos'è un managerzen. La parola manager mi spaventa un po' e di solito mi procura un attacco di orticaria: provo la stessa angoscia sottile che provavo quando , da studenti, visitavamo le industrie e mi trovavo davanti al tavolone del consiglio d'azienda. Non è il numero di ore di lavoro che mi spaventa, o la fatica. Ma quando finisco voglio essere "stanca ma felice". Lo studio è sempre stato il mio forte, e sarei ben lieta di aggiornarmi, o di rivedere il mio corredo culturale; non mi spaventa l'idea di riprendere i libri, anzi mi alletta. Ma ho bisogno di lavorare. Non ho ancora abbastanza fame per andare a fare la sciampista o l'apprendista banconiera in un bar. Forse sbaglio, ma ancora soffro all'idea di buttare una laurea alle ortiche . Stamattina mi ero messa a cercare su internet delle rubriche di salute per proporre la mia collaborazione on-line (il computer l'ho in casa ), e poi ho pensato ad alcatraz, il sito da me tante volte visitato (sono anche abbonata al c@c@o della domenica di Dario e Franca ). Non so... spero bene.
Mi spiace se questo lungo sfogo vi ha annoiato. Ma quando ho letto : racconta la tua storia , non ho resistito!
Ciao e grazie.
Beatrice
Carissima Beatrice
la redazione come vedi è un po' lenta .. sarà che siamo zen .. e quando non arriviamo a fare tutto, confidiamo nella pazienza dei lettori :-)
Hai fatto benissimo a scriverci: non ci hai per niente annoiato, la tua storia è davvero interessante ed espressa in modo chiaro ed essenziale.
Allora vediamo un po'...
intanto non puoi e non devi buttare via la tua laurea e la tua passione per la medicina naturale, sarebbe uno spreco, una perdita, ingiusto e inutile. E' una delle professioni del futuro, un sacco di persone stanno seguendo corsi di Naturopatia.. e tu hai già una laurea e un'esperienza sul campo.. preziosissimi.
Se tu non avessi fretta di trovare un lavoro ti direi semplicemente di stare tranquilla, un'occupazione in questo campo è più che certa. Ma tu hai urgenza: si tratta allora di capire come conciliare la tua impellente necessità di guadagno con la tua "vocazione".
Qualche riflessione: hai detto che hai mandato molti curriculum senza avere risposta. Prima domanda: a chi li hai mandati? Forse non è più quello delle farmacie il target a cui rivolgerti. Forse non è un caso che tu non abbia risposte, forse è un segno .. non è li il tuo posto. Ti ha già procurato tanti problemi in passato.. Forse si tratta di ampliare gli orizzonti e ripensare il proprio lavoro. Esistono sempre più centri di benessere e cure naturali, cliniche di medicina naturale, hai provato a cercarli ?
Per quanto riguarda le collaborazioni on-line, è una buona strada per fare nascere contatti interessanti.. da cui si possono sviluppare attività e lavori, ma di per se non ti farà guadagnare da subito, per lo più si tratta di consulenze e collaborazioni gratuite o a poche lire.
Ma vediamo un po'. Tutto giusto quello che desideri: "Voglio lavorare, voglio continuare ad occuparmi di medicina naturale, quel vecchio amore che non ho mai abbandonato, voglio guadagnare in maniera decente, voglio avere un lavoro onesto e un po' di tempo per aiutare mio figlio con i compiti, o per leggere un libro."
E' onesto e chiaro, quindi lo otterrai.
Ma qui forse viene il punto.. cosa sei disposta a fare per ottenerlo ?
Ad esempio pensi che sia possibile avere una occupazione part-time, anche come "sciampista o l'apprendista banconiera in un bar" per risolvere il problema denaro e nel frattempo sviluppare i contatti e quello che ti serve per realizzare il tuo vero lavoro ? In altre parole è possibile per te progettare una strada che in certo periodo di tempo ti porti alla situazione desiderata.. o vuoi tutto subito..? il lavoro che ami, con lo stipendio adeguato e ritmi umani.
Credo che veramente ci sia già tutto, credo che tu sia una donna "stra-in-gamba" e "fortunata": hai trovato la tua strada, sai lottare (accidenti anche contro una malattia come il cancro), sei nel pieno della tua stagione di realizzazione... Allora prendi in mano fino in fondo la tua vita.
Basta con i curriculum a destra e a manca. Impiega ancora qualche tempo, poco quello che ti serve, per "sentire" davvero il lavoro che ti consentirebbe di esprimere al meglio la tua persona, le tue conoscenze, le tue esperienze. Quando riesci a vedere la tua realizzazione, progetta il modo in cui arrivarci.
- Puoi aspettare ancora sei mesi per impegnarti al massimo nella ricerca del tuo lavoro?
- E' meglio un lavoretto part-time che ti dia sollievo da subito, togliendoti la preoccupazione del denaro, senza rubarti troppe energie, cominciando a fianco a sviluppare il tuo vero progetto - nuove relazioni, gli incontri giusti, nuovi studi ?
Non aspettare che arrivi da fuori preconfezionato. Costruiscilo tu.
Potresti diventare una libera professionista, collaborare con dei centri, tenere delle conferenze, dei corsi sulla omeopatia.. anche riportando la tua guarigione .. hai tutte le carte in regola... hai anche il computer a casa.. hai già il tuo ufficio !
Con il potere della tua visione, con la fiducia, con un progetto concreto, con la responsabilità delle tue forze e delle tue risorse... Ne hai tantissime !!!!
Sono convinta che c'è già qualcuno da qualche parte che sta sperando di incontrarti, magari anche vicino a casa. Metti in moto le energie !!
e anche
- se non l'hai ancora fatto metti il curriculum su ManagerZen
- contatta un po' di redazioni