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Ho incontrato Managerzen...
arrow "Restart" di Roberto Baracchi


"Restart" di Roberto Baracchi PDF Stampa E-mail
(2 voti)
venerdì 26 febbraio 2010

Tutti noi abbiamo in seno qualche pregiudizio che prende forma a seguito di una seppur piccola impressione, e infine si cristallizza.
Difficilmente ci liberiamo da questo insano metodo, vuoi per i tempi ristretti che abbiamo, vuoi per l'abitudine di ergerci a "sapientoni" ci ritroviamo più vittime di noi stessi che di altri.
 
Managerzen è sicuramente servito anche a tenermi lontano da questa insana abitudine, ho conosciuto esperienze stimolanti e persone pensanti, ma solo dopo aver prestato attenzione, senza preconcetti ne ho appreso arricchimento.
 
Di fatto è stato anche un allenamento nell'uscire dal paradigma quotidiano, sicuramente mi sentivo predisposto ma non è abbastanza se intorno a te non hai persone volenterose ed educate ad allargare il proprio orizzonte.
 
Tutto è iniziato ad ottobre, quando la mia amica Melli me ne parlò e mi invitò al meeting annuale, non ero ancora convinto, ma dopo i tanti (e inutili) week end spesi in giro ho pensato: "male non potrà certo farmi" e allora eccomi catapultato in un nuovo e sconosciuto contesto, che ben presto ho apprezzato, facendomi pensare e scrivere di getto questo commento.
 
Condividendo più giornate durante il meeting restart, ho avuto modo di conoscere e apprezzare l'astratto come il concreto, capire come l'astratto vissuto in un contesto di predisposizione e ricerca porti al concreto, la nostra immaginazione unita alla conoscenza e alla volontà non ha limiti.
 
Smettiamola d'avere un solo credo, la vita sta nei tanti credo, mi riferisco alle tante possibilità di comprendere e fare.  
 
L'unico binario fisso dal quale Managerzen non si discosta è il rispetto e il valore umano, cioè noi.
Non è poco pensare a qualsiasi cosa nel sano rispetto del prossimo, come dei nostri desideri.
Le scorciatoie sono bandite, le furbate pure, mentre dedicarsi alla consapevolezza, il voler accrescere il proprio sapere, trasmetterlo, renderlo utile nel ciclo del lavoro, questo Ë tanto semplice quanto "innovativo".
 
Ho sempre lavorato in proprio senza cercare ambigue scorciatoie, (mi sono complicato la vita ma ho sempre avuto la coscienza a posto) e ascoltare ad esempio l'esperienza di Garofalo, che grazie alla sua determinazione e capacità ha contagiato altri come lui, ed infine hanno creato uno sviluppo economico territoriale davvero sostenibile, da far invidia a grandi industriali, è fantastico!
 
Oppure De Toni, che con la teoria della complessità mi fa pensare che davvero non ci sia niente di pi˘ pratico di una buona teoria!  
 
O  Adler, l'uomo "iper-interattivo", che prima di capire che lui fosse davvero così ci ho messo due giorni, la sua spontaneità relazionale ti rapisce e ti evidenzia con sapienza le furbizie dei personaggi politici e della loro comunicazione;
Il Beppe Carrella, che sa giustificare pragmatismo e sogno tutto sotto lo stesso tetto, quello del valore, della dignità e del rispetto umano;
Roberta Francia che ci ricorda il significato di "responsabilità" cioË parola composta da "abilità", la stessa che l'uomo è chiamato a ricercare ed affinare;
Gianni, che dimostra come guardare con "altri occhi" la stessa cosa, Domenico che espone con garbo ed efficacia le tendenze della società;
 I tanti altri professionisti e non, che solo per il piacere di condividere hanno voluto esserci.    
 
La passione è il filo conduttore, la motivazione dell'intento muove le montagne che sono dentro le nostre teste, il "sano" che è in noi si mobilità, questo è per me Managerzen.
 
Una bella boccata d'ossigeno, un motivo in più per sperare in un sole più splendente, in un cielo più azzurro, in un mare più blu...

Roberto.
 
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