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Home Una Finestra sul Mondo a Cura di Gianluca Minieri Imprese buone e cattive, le notizie di Febbraio
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Imprese buone e cattive, le notizie di Febbraio |
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giovedì 05 febbraio 2009 |
Regole etiche più severe per la britannica Co-op Bank 
La britannica Co-operative Bank ha annunciato oggi di aver reso più severa la propria politica etica nel campo della concessione di prestiti, che in 17 anni ha portato la banca a rispondere negativamente a richieste per oltre un miliardo di sterline. Alla luce delle 80.000 risposte ad un questionario inviato ai suoi clienti, Co-op Bank ha deciso di estendere l’esclusione dai prestiti, già prevista per l’estrazione e la produzione di combustibili fossili, anche alle imprese che operano nel campo dei combustibili con un impatto particolarmente elevato sul riscaldamento globale. Si tratta, in particolare, di fonti di petrolio non convenzionali, come i depositi di sabbie bituminose, e di alcuni biocombustibili, che possono avere significativi impatti ambientali a livello locale e accelerano l’aumento delle emissioni globali di gas serra. Co-op Bank negherà inoltre prestiti anche a chi produce o trasferisce bombe a grappolo (cluster bomb) e munizioni ad uranio impoverito.Inoltre, la banca estenderà la negazione di prestiti, già applicata a chi è coinvolto in sperimentazioni animali per la produzione di cosmetici o di prodotti per la casa, anche alle attività connesse allo sfruttamento commerciale delle grandi scimmie.
Cluster bomb e danni ambientali delle miniere, la Norvegia disinveste da Textron e Barrick Gold

Il ministro delle Finanze norvegese, Kristin Halvorsen, ha annunciato che il fondo pensione governativo ha venduto le azioni della compagnia mineraria canadese Barrick Gold Corporation, per motivi ambientali, e di Textron, perché coinvolta nella produzione di bombe a grappolo (cluster bomb). Il disinvestimento da Textron, che costruisce anche gli elicotteri Bell e gli aerei Cessna, fa seguito alla firma, lo scorso dicembre, della Convenzione internazionale per la messa al bando delle cluster bomb. Quando il governo norvegese ha chiesto alla Norges Bank, che gestisce il fondo governativo, di vendere le azioni di Textron, il loro valore era di circa 36 milioni di dollari. La decisione del disinvestimento è stata resa pubblica oggi, a vendita avvenuta. Textron è il nono produttore di cluster bomb ad essere escluso dal fondo pensione governativo norvegese. Le azioni della compagnia mineraria Barrick Gold, principale produttrice di oro al mondo con 27 miniere operative, sono state vendute a causa degli estesi danni ambientali provocati dalla compagnia in varie nazioni. In base alla documentazione in suo possesso, il Consiglio etico del fondo ha ritenuto che la gestione di alcune miniere “comporti un rischio inaccettabile di danni ambientali ampi e irreversibili”, e che le affermazioni contrarie di Barrick Gold appaiono poco credibili. Questa opinione, afferma il Consiglio etico, “è rafforzata dalla scarsa apertura e trasparenza della rendicontazione ambientale della compagnia”. Inoltre, l’intenzione di Barrick di aumentare la produzione “induce a ritenere che la pratica inaccettabile della società continuerà in futuro”. Barrick Gold è la quinta compagnia mineraria da cui il fondo pensione norvegese disinveste per motivi ambientali. In precedenza erano state vendute altre azioni, tra cui Vedanta Resourcers, nel cui caso erano state riscontrate anche violazioni dei diritti umani. In Italia, dall’ottobre 2006, le linee guida etiche del fondo norvegese e le sue decisioni di disinvestimento sono state adottate dal Gruppo Generali.
Eli Lilly, mega-patteggiamento per promozione illegale dell’antipsicotico Zyprexa

Eli Lilly ha patteggiato con il Dipartimento della Giustizia statunitense il pagamento di oltre 1,4 miliardi di dollari per chiudere la causa penale e civile che la vedeva accusata di aver promosso illegalmente l’antipsicotico Zyprexa, indicato per la schizofrenia e i disturbi bipolari, anche per patologie non autorizzate dalla Food and Drug Administration (FDA). L’indagine era iniziata nel 2004, sulla base di denunce fatte da sei ex-dipendenti della casa farmaceutica, tutti impiegati nella rete di vendita e che furono poi tutti licenziati o indotti a dimettersi. Eli Lilly ha ammesso solo parzialmente le proprie responsabilità, in particolare di aver promosso lo Zyprexa per il trattamento della demenza negli anziani, incluso il morbo di Alzheimer, anche se il farmaco non era autorizzato per queste indicazioni. Eli Lilly aveva istruito i propri rappresentanti ad approcciare i medici e le case di cura, puntando sui sintomi, anziché sulle patologie, e così lo Zyprexa è stato promosso, dal 1999, anche per depressione, ansia, problemi di sonno, sintomi comportamentali, come agitazione, aggressività e ostilità. Si stima che, a partire dal 1996, quando fu autorizzato per la prima volta negli Usa, lo Zyprexa sia stato prescritto a 26 milioni di pazienti nel mondo. Attualmente, l’antipsicotico, autorizzato solo per i pazienti al di sopra dei 18 anni, è commercializzato in oltre 80 paesi ed è il farmaco più venduto da Eli Lilly, con ricavi, nel 2007, pari a 4,8 miliardi di dollari.
Shell a processo negli Usa per complicità in torture e assassinii in Nigeria
Dopo dodici anni di liti giudiziarie, il prossimo 9 febbraio inizierà a New York il processo che vede imputata Shell di collaborazione nella tortura e nell’esecuzione, avvenuta il 10 novembre 1995, dello scrittore e attivista per i diritti umani nigeriano Ken Saro- Wiwa e di otto suoi compagni, impegnati contro le attività inquinanti della compagnia petrolifera nel Delta del Niger e le violazioni dei diritti umani della popolazione di etnia Ogoni. I nove militanti nigeriani furono impiccati, perché giudicati colpevoli di aver incitato all'omicidio di alcuni presunti oppositori del Movement for the Survival of the Ogoni People (MOSOP). La denuncia era stata presentata nel 1996 dal Center for Constitutional Rights (CCR) e da EarthRights International, per conto dei parenti delle vittime, appellandosi all’Alien Tort Claims Act del 1789, che consente di portare in giudizio negli Usa le imprese americane responsabili di violazioni dei diritti umani all’estero. Shell aveva contestato il ricorso a questa legge, essendo la compagnia anglo-olandese ma i giudici hanno ritenuto che gli Stati Uniti siano una sede appropriata per questa causa, dal momento che Shell ha uffici a New York. I querelanti accusano Shell di aver fornito soldi e armi alle forze di sicurezza nigeriane, pur sapendo che queste violavano i diritti umani delle popolazioni locali, le cui manifestazioni furono represse con violenza e i testimoni arrestati e corrotti.
Fonte articoli: RSI News.
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