MPZ 234
 
2 - Corsi
 
 
 
 

Torna alla home
spazio
Perchè MZ
Manifesto Manager Zen
Manifesto Azienda Zen
A proposito di Zen
Dicono di Noi
Contatti
vuoto
Network - Societa' e professionisti
Imprese Associate - Le Aziende che hanno aderito
In partnership con...
conosci i nostri partner
vuoto
Newsletter
Messaggio:
Nome:
Email:


 
 
 
Libro della Settimana

La Scoperta del Giardino della Mente
MzLab / MzArea



Social Network

facebookmz.jpg
linkedinmz.jpg
Le rubriche di MZ
Storytelling
Ho incontrato Managerzen...
Libri
sConsigli di Lettura
Sostenibile
a cura di Un-Guru
Etica&Complessita
Dialoghi a cura di Seeco
Impresa Creativa
A cura di Eugenio Guarini
Trends & Zen
A cura di Domenico Fucigna
Manager Ludens
a cura di di Umberto Santucci
Eventi
Fiere convegni incontri
Articoli
Dalla redazione e dalla community
Idea della Settimana
a cura di Gianni Clocchiati
Una Finestra sul Mondo
a Cura di Gianluca Minieri
Fatti & Misfatti
Aziende brave e cattive
News
Fatti, notizie, curiosità...
Campagne
Aderisci e passaparola
Parliamo di...
Temi vecchi e temi nuovi
Feng-Shui in ufficio
A cura di Teresa Moccagatta
Community
Storie e granelli...
I Ching del mese
a cura di Andrea Biggio
Oroscopo
Discorsi sulle stelle
Strumenti
Archivio Newsletter
sConsigli di Lettura
Login soci


  Home arrow Una Finestra sul Mondo
a Cura di Gianluca Minieri
arrow Un segno piu' per Nike e ancora un meno per Wal Mart


Un segno piu' per Nike e ancora un meno per Wal Mart PDF Stampa E-mail
lunedì 19 marzo 2007
NIKE LICENZIA FORNITORE PER VIOLAZIONE CODICE CONDOTTAsemaforoverde.gif

Per una volta, dopo anni di critiche e boicottaggi che, intendiamoci, continuano ancora oggi, Nike cerca di migliorare la propria immagine sul mercato e di abbandonare definitivamente il ruolo di multinazionale cattiva e sfruttatrice attribuitogli in questi anni. Al termine di due indagini, una svolta dalla stessa Nike ed un’altra indipendente, è stato scoperto che Saga Sports, il principale fornitore pakistano di palloni cuciti a mano, che si trova a Sialkot, in Pakistan, subappalta alcune fasi produttive presso lavoratori a domicilio, favorendo l’utilizzo di lavoro minorile senza assicurarsi che il lavoro, nelle case, venga svolto in condizioni di sicurezza. Oltre a ciò, Nike ha scoperto numerose violazioni negli impianti di Saga Sports, denunciate da rappresentanti sindacali e da vari lavoratori, riguardanti molestie, licenziamenti irregolari e mancato pagamento di straordinari. Violazioni analoghe sono state scoperte durante un’ispezione non preannunciata da parte della Fair Labor Association. Dopo sei mesi d’indagine sulle condizioni di lavoro e d’inutili tentativi di trovare soluzioni concordate alle ripetute violazioni del proprio codice di condotta, Nike ha quindi deciso di troncare i rapporti commerciali con il fornitore pakistano, affermando che nell’immediato ridurrà i propri acquisti di palloni cuciti a mano e assisterà i lavoratori che inevitabilmente risulteranno colpiti da questa decisione, anche mediante ricerca di soluzioni alternative attraverso una collaborazione con gruppi governativi e non governativi, nonché con stakeholder industriali. Nike ha anche affermato che continuerà a rifornirsi in Pakistan ma che al momento, nell’area di Sialkot, non ci sono altri fornitori di palloni cuciti a mano, che possano assorbire la produzione in condizioni accettabili per la compagnia. Secondo quanto riferisce l’Associated Press, Saga Sports afferma che la decisione di Nike potrebbe costare il posto di lavoro ad oltre 4.000 persone, sulle 8-9.000 impiegate dall’impresa pakistana, che lo scorso anno ha esportato prodotti per 26 milioni di euro. Saga Sports è una delle numerose imprese di Sialkot che, nel 1997, sottoscrissero un accordo con L’International Labour Organization (ILO) dell’Onu e con la FIFA, per bandire il varo minorile nella produzione di palloni. Altri clienti di Saga Sports sono Puma, Mikasa, Diadora, Mitre, Viva, Sport Time e Speedo.
Fonte: Fair Labor Association, www.fairlabor.org


MICROSOFT: “CLICK FOR THE CAUSE”
semaforoverde.gif
Il gigante dell’informatica Microsoft ha da poco lanciato la sua ultima campagna di beneficenza denominata “Click for the Cause”che potrebbe generare milioni di dollari tramite un solo e semplice “click”. L’iniziativa benefica ha come obiettivo quello di raccogliere fondi in favore di “Ninemillion.org”, un’agenzia per i rifugiati costituita sotto l’egida delle Nazioni Unite, e finanziata tramite fondi pubblici e privati, che fornisce sostegno ad oltre 9 milioni di bambini rifugiati nel mondo. Le donazioni verranno generate da chi deciderà di utilizzare il motore di ricerca di Microsoft http://click4thecause.live.com per effettuare le proprie ricerche su Internet. La campagna ha come obiettivo finale quello di promuovere forme di sostegno all’educazione indirizzate proprio ai bambini rifugiati, affinché essi possano avere, tramite l’emancipazione culturale, un’opportunità di uscire dalla spirale di povertà e miseria.
Fonti:
http://www.ninemillion.org/
http://click4thecause.live.com/



LE INDUSTRIE INGLESI SI IMPEGNANO A FAVORE DEL CLIMA
semaforoverde.gif
La confederazione delle industrie inglesi CBI (Confederation of British Industries) ha recentemente riunito a Londra Presidenti e Direttori Generali delle maggiori industrie del Regno Unito per la riunione inaugurale di una speciale task force che l’associazione ha voluto costituire come osservatorio permanente sul cambio climatico del pianeta. Il Gruppo, presieduto dal Chief Executive di British Telecom Verwaayen è stato costituito con l’obiettivo di analizzare approfonditamente l’impatto ambientale del business generato dalle aziende appartenenti alla confederazione e di produrre un report che fornisca linee guida e raccomandazioni sulle azioni da intraprendere per far sì che le aziende creino anziché distruggere valore per il pianeta. Le conclusioni indipendenti alle quali arriverà il gruppo di lavoro verranno poi presentate al Governo britannico ed ai propri associati. L’iniziativa è sicuramente importante considerato che le industrie che appartengono alla confederazione britannica impiegano in totale oltre un milione e mezzo di lavoratori, una dimensione che consentirebbe di generare un impatto positivo di lungo termine e rappresentare un esempio per altre aziende. In una recente intervista il Direttore Generale di CBI Richard Lambert ha affermato che il tempo del dibattito sui temi ambientali è ormai passato. “La scienza è ormai chiara” ha dichiarato, i problemi sono conosciuti. La sfida del mondo industrializzato diviene ora come rispondere a questi problemi e quali azioni intraprendere.
Fonte: http://www.cbi.org.uk


SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI. WAL-MART, CI RISIAMO!
semaforoverde.gif
Il gigante americano Wal-Mart è di nuovo al centro di accese polemiche a causa di un rapporto pubblicato recentemente dall’organizzazione britannica War on Want che ha messo in evidenza le pessime condizioni di lavoro in cui versano oltre 5.000 lavoratori di alcune fabbriche tessili che operano nella zona di Dacca, in Bangladesh, e che riforniscono grandi società britanniche della grande distribuzione, tra cui Primark, Tesco e Asda, tutte facenti capo al gruppo statunitense Wal-Mart. Tutte e tre le aziende britanniche fanno parte dell’Ethical Trading Iniziative (ETI), un’associazione di imprese, organizzazioni non governative e sindacati nata con l’obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti di aziende inserite nella catena dei fornitori. Aderendo a quest’iniziativa, le aziende britanniche si sono impegnate a scegliere fornitori che rispettino un Codice di Condotta comune che imponga alcune regole minime, tra cui un massimo di 48 ore di lavoro settimanali, lavoro straordinario volontario con un massimo di 12 ore settimanali, straordinario retribuito più della media e non richiesto con regolarità, retribuzione minima pari al minimo vitale, che in Bangladesh è calcolato in circa 32 euro al mese. Dalla relazione stilata dall’ETI emerge invece una realtà sconcertante, con lavoratori, in maggioranza donne, che lavorano in media 80 ore la settimana, con punte di 96, talvolta senza riposo. Lo stipendio mensile varia tra i 12 e i 24 euro e le ore di straordinario, spesso non pagate, arrivano fino a 140 ore mensili. I lavoratori intervistati hanno anche denunciato molestie sessuali sulle donne da parte dei lavoratori di livello superiore, confermando anche che durante le ispezioni, molte delle quali preannunciate con largo anticipo, i lavoratori sono costretti a mentire per non subire in seguito le ritorsioni dell’azienda. Il rapporto afferma, inoltre, che i lavoratori impegnati nella difesa dei diritti tramite organizzazioni sindacali sono sistematicamente oggetto di intimidazioni e violenze da parte dei datori di lavoro, come confermano i 22 lavoratori di una delle sei fabbriche fornitrici di Asda, che lo scorso anno sono stati picchiati, licenziati e arrestati con false accuse per aver chiesto il pagamento degli straordinari dopo aver fatto turni massacranti di 19 ore senza retribuzione.
Fonte: http://www.risnews.it


FONDI PENSIONE INGLESI POCO ATTENTI AI TEMI DI RSI
semaforoverde.gif
Un’indagine condotta da FairPensions su 20 maggiori fondi pensione britannici ha rilevato che solo cinque hanno politiche di valutazione dei rischi ambientali e sociali degli investimenti, mentre solo uno (British Telecommunications) si è reso disponibile a rendere pubblico come ha votato nelle assemblee degli azionisti delle società in cui investe. Nessuno dei fondi, invece, pone il rispetto dei diritti umani come una discriminante nella scelta degli investimenti. FairPensions, una campagna promossa lo scorso anno da associazioni come Oxfam, WWF e Amnesty International, sottolinea come questa scarsa attenzione ai rischi non finanziari, come i cambiamenti climatici, metta in pericolo i soldi di circa 3,8 milioni di lavoratori, che ammontano ad oltre 370 miliardi di euro, che invece potrebbero essere utlizzati per politiche indirizzate a migliorare l’ambiente e ridurre la povertà. L’indagine ha rivelato anche che molte grandi aziende da tempo impegnate nel campo della RSI hanno istituito fondi pensione che non seguono politiche coerenti in questo senso. Eppure i fondi pensione, con il loro potere di investimento, potrebbero avere un ruolo determinante nell’attuazione di politiche sociali, economiche ed ambientali responsabili.
Fonte: http://www.fairpensions.org.uk
 
< Prec.   Pros. >
 
  down  
     
 
 
Ultimi Eventi
 
Ultime News
 
Ultimi Libri Inseriti
 
Foto Meeting MZ

 
 
     
 
© 2012 ManagerZen - Trasforma il tuo lavoro
Joomla! un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.